Segni nella mente

È l’unica religione di un graphic designer: la ferma e assoluta convinzione che i segni possano comunicare più e meglio delle parole, perché sono arrivati prima loro, come ci raccontano le grotte di Lescuax in Francia. Nel Paleolitico, le scene di caccia disegnate sulla pietra avevano scopi propiziatori e magici, gli stessi che ancora oggi noi Brand Designer perseguiamo, quando lavoriamo a un simbolo che porti a un’azienda prosperità e successo.

Il lavoro di Federico Babina, architetto e illustratore, bolognese d’origine e barcellonese d’adozione, mi ha sempre colpito per la capacità evocativa ed emotiva.

L’ultimo, Archiatric, è particolarmente intenso, a tratti commovente.

Comunicare la drammaticità delle patologie psichiatriche attraverso sedici elaborazioni della stessa forma architettonica, che raccontano altrettante malattie mentali, è davvero un colpo di genio. Un lavoro ad altissima capacità empatica, che non può lasciare indifferenti.

E la conferma che chi maneggia segni e simboli può arrivare là dove le parole non bastano.