How deep is the (Blue) Ocean?

Ancora prima della pubblicazione di Blue Ocean Strategy (2004, W. Chan Kim e Renée Mauborgne), Le Cirque du Soleil era già l’esempio di un modo nuovo di affrontare le sfide del mercato. In un settore saturo e decotto, un oceano rosso dai confini ben definiti, dove il modello di business era orientato alla competitività e al contenimento dei costi, Le Cirque ha preso a nuotare in un oceano diverso: blu.

Hanno creato uno spazio di mercato che nel 1984 ancora non esisteva e hanno realizzato margini strabilianti, che i “competitor” storici – Ringling Bros. e Barnum & Bailey – avevano appena sfiorato in oltre cento anni di attività.

Da allora, sono passati più di 30 anni di prospera attività ed è arrivato il momento di rimettere mano al Brand. Soprattutto dopo l’acquisizione nel 2017 del trio di musicisti Blue Man Group, che ha sancito ufficialmente l’evoluzione da singolo marchio ad azienda multibrand.

Il lavoro di rebranding non è stato semplice: ha dovuto tenere presente un patrimonio costituito da 4.000 dipendenti, 1.300 artisti provenienti da 50 paesi diversi, 180 milioni di spettatori in oltre 60 città diverse dei 6 continenti e fatturati annuali in continua crescita che sfiorano il miliardo di dollari.

“Il nostro logo evoca la missione e i valori della nostra azienda”, ha affermato Kristina Heney, direttrice marketing e dell’experience. “Il simbolo del sole brilla sul Cirque da 33 anni e abbiamo pensato che potesse anche spingerci in avanti. Il nostro nuovo logo inizia nel cuore del sole e trasmette la nostra promessa di qualità, competenza e immaginazione.”

È un’evoluzione, non una rivoluzione.

Che l’ha reso più essenziale e adattabile ai formati piccoli dei device mobili e ha smorzato lo stile clownesco che non corrisponde più alla realtà economica, e culturale, del brand.

 

Ma nell’Oceano Blu non esistono confini, e reinventarsi è un’esigenza continua. Vedremo se quanto è stato fatto pagherà, augurandoci di assistere a una nuova strabiliante esibizione.