Santa Brand Book

Ogni anno, nel periodo delle feste, mi torna in mente il Santa Brand Book, la provocazione dell’agenzia inglese QuietRoom che regala uno spunto su come continuare a fare il nostro lavoro seriamente, ovvero con un po’ di sense of humor.

Adesso che Natale è alle porte, queste 15 pagine di Brand Book sono una lettura molto utile per rivalutare struttura e personalità di un marchio che, come illustrato nella sezione dedicata alla Brand-House, è costruito su una base d’inganno che affonda le sue radici nella creduloneria.

Certo, noi lo chiamiamo Babbo Natale, fatichiamo a identificarlo come Santa, ma indipendentemente dalla localizzazione culturale, questo progetto va guardato e metabolizzato.

*Santa* è un concetto,
non un’idea.
È un’emozione,
non una sensazione.
È sia ieri che oggi.
Ed è anche domani.

Vale solo per il simpatico omone con la barba? Forse no, anzi sicuramente no. Come questo, molti Brand affondano le radici nella credulità e, come conclude QuietRoom, non devono essere alterati: quanto piuttosto capiti, interpretati con nuove chiavi di lettura.

Infatti i Brand Asset di Babbo Natale vengono collocati sul piano cartesiano di Barbosità e Grassezza, insieme a Gandalf, Che Guevara ed Enrico VIII; mentre al centro del diagramma di Venn troviamo un emblematico “Ho-Ho-Ho”.

Da non perdere, a pagina 15, il link al video del brainstorming, dove il Brand Guru specifica: “Creativity is not about idea”. La creatività, per chi fa comunicazione, è in primo luogo un modo di guardare un prodotto, cercarne potenzialità nascoste e rinnovare un patrimonio collettivo. Perché ogni Brand, come Santa, appartiene all’immaginario di chi lo consuma.

Per attivarlo non basta la competenza di un team, ci vuole anche uno speciale patto di fiducia con il cliente e, all’occorrenza, la capacità di incassare qualche critica.

Santa, per esempio, ci resta malissimo quando gli mostrano il grafico che indica che all’aumentare dell’età diminuisce il grado di envolvement dei suoi consumatori, ma resta in riunione e alza la mano per parlare, anche se nessuno gli dà retta 😉