Il bello (e il buono)

Il poeta Henrich Heine ha scritto:

Amburgo è una buona città, tutta fatta di solide case.

Oggi c’è chi dice che Amburgo sia la città europea più avanti, sui temi dell’integrazione, un luogo in cui l’inclusione non è un termine astratto o una dichiarazione di bontà, ma una realtà concreta e dinamica, che produce valore e benessere sociale.

Inutile ricordare che è anche una delle più ricche in Europa, con un reddito procapite pari al doppio della media europea, e la più ricca in Germania. Grazie al porto, secondo solo a Rotterdam, all’industria aerospaziale, all’acciaio, all’alluminio, alla più grande fabbrica europea di rame, la Tesa, leader mondiale dei materiali adesivi, e alle più grandi aziende editoriali tedesche: Axel Springer AG, Gruner+Jahr, Heinrich Bauer Verlag, Der Spiegale e Die Zeit.

E proprio dal mondo editoriale della free-press arriva un’iniziativa che unisce povertà e business, fasce deboli e pubblicità.

Un legame virtuoso e, sicuramente, ambizioso. Perché l’obiettivo è fare in modo che non ci siano più senzatetto entro otto anni, come previsto dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Promotrice dell’iniziativa è la rivista di strada Hinz&Kunzt che insieme all’agenzia Philipp und Keuntje (PUK) vuole costruire alloggi “solidi e buoni” il più velocemente possibile.

Intanto hanno trovato una soluzione: The City Life Billboard, questo il nome del progetto che hanno presentato a marzo scorso in città.

Supportati da Ultra OOH Berlin e Mediaplus, hanno realizzato un trailer che può essere utilizzato come rifugio mobile per i senza dimora.

E siccome la bontà ha un costo, hanno affittato l’area del tetto del rimorchio come spazio pubblicitario, che rifinanzia i costi di acquisto e, allo stesso tempo, genera denaro per un fondo da investire in strutture permanenti.

L’interno del rifugio di emergenza è alto quasi due metri e l‘intero pavimento è concepito come una zona notte a base morbida e isolante. Il rimorchio dispone anche di un collegamento elettrico all’interno e un isolamento di alta qualità, che garantisce una temperatura ambiente costante, anche nelle notti più fredde.

Das Futterhaus, la più grande azienda tedesca di alimentazione pet, è uno dei tanti partner pubblicitari che hanno scelto di investire, per una campagna affissioni, su questi rifugi.

Come sempre, quando si parla di affissioni, la comunicazione non potrà prescindere dallo spazio, e non solo in termini visual. Stavolta dovrà trovare un linguaggio coerente con lo scopo finale, e cercare stilemi narrativi diversi. Una sfida non da poco, che forse esclude investitori di certi settori, ma che sicuramente rappresenta una grande occasione per rendere migliore (da tutti i punti di vista) la vecchia, cara cartellonistica pubblicitaria.

Fortunatamente la reinterpretazione degli spazi pubblicitari ad uso di buona causa non è una novità.

Ci aveva già pensato l’artista belga Karl Philips che, nel 2013, con il suo progetto The Good, the Bad and the Ugly aveva trasformato spazi pubblicitari in micro-appartamenti per nomadi urbani.

Un anno dopo lo studio di comunicazione slovacco Design Develop con il progetto Gregory si era spinto oltre arrivando a progettare, in alcuni casi, ambienti dotati anche di cucina, servizi igienici e piccola zona living. Un progetto rimasto sulla carta, ma interessante perché, come scrivono, è “finalizzato a ottimizzare strutture pubblicitarie sempre più costose e ingombranti”.

Uno spunto prezioso, per un’epoca, la nostra, che deve fare della sostenibilità un impegno concreto.

PS I costi del City Life Billboard sono finanziati con i proventi pubblicitari, ma chiunque voglia sostenere Hinz&Kunzt e il fondo per nuovi progetti abitativi può farlo sulla pagina della campagna www.nullbis2030.de